No alla pena di morte

Manifesto del 10 Ottobre 2019

Nessun Paese dovrebbe avere il potere di togliere la vita ad una persona.

La pena di morte è irrevocabile. Nessun sistema di giustizia è immune da errori giudiziari, ed è probabile che anche innocenti possano venire condannati a morte.

La pena di morte è inefficiente e non rende la società più sicura, non vi sono prove conclusive del’efficacia deterrente della pena di morte, ed al contraria appare che la maggior deterrenza venga dalla certezza della pena detentiva.

Si può addirittura affermare che la pena di morte sia controproducente, perchè introducendo la possibilità di uccidere un essere umano come riparazione di un crimine, in qualche misura si fa passere l’idea della legittimità dell’omicidio piuttosto che combatterla.

La pena di morte è discriminatoria, ed è spesso usata in maniera sproporzionata soprattutto nei confronti di persone povere, con disabilità intellettuali o psicosociali, appartenenti a minoranze razziali o etniche. In alcuni luoghi la pena di morte è usata proprio per colpire gruppi specifici sulla base di elementi quali l’orientamento sessuale e l’identità di genere, o le convinzioni politiche e religiose.

Per quanto a qualcuno possa sembrare incredibile, non tutte le famiglie di vittime di omicidio vogliono la pena di morte; anzi, una larga e crescente fetta di queste famiglie rifiuta la pena capitale e parla apertamente contro di essa ribadendo che la pena di morte non può riportare indietro i loro famigliari e non è in grado di alleviare il dolore dell’omicidio. Molte volte la pena di morte è vista come una aperta violazione di norme etiche e religiose.

La pena di morte è spesso applicata in violazione degli standard internazionale. Essa è contraria ai principi contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 che stabilisce che tutti hanno diritto alla vita e nessuno dovrebbe essere sottoposto a tortura o trattamenti inumani e degradanti. Non sono mancati, per questo motivo, casi in cui anche l’Assemblea Generale dell’ONU ha invocato una moratoria sulla pena di morte.

Nei fatti la pena di morte è inumana, crudele e degradante sempre portando ad una sofferenza psicologica estrema nell’attesa dell’esecuzione e ad una violenza fisica e mentale costituita dall’esecuzione in se stessa.

La pena di morte nega la possibilità di riabilitazione del reo. La pena, per la Costituzione Italiana e non solo deve avere soprattutto funzione rieducativa e di reinserimento sociale.

I famigliari dei giustiziati, ed in particolare i bambini, sono assogeettati alla violenza del lutto inflitto da altre persone.

Questo sito fa uso di cookies per migliorare la navigazione Privacy policy