25 Novembre 2019

Nell'Assemblea che ha sancito la ripartenza dell'Osservatorio con la votazione del nuovo Consiglio Direttivo, ho voluto conferire una delega specifica alle questioni di genere perchè, consapevole dell'importanza del tema, ho ritenuto necessario che fosse un ambito di cui si occupasse chi può investire in esso più tempo, impegno ed energia rispetto a chi, come il presidente dell'Osservatorio, deve dividersi su tante e troppe diverse tematiche.

Nonostante il conferimento della delega al consigliere Gaia Carmilla, però, voglio essere io ad intervenire a nome dell'Osservatorio nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Penso, infatti, che sia un giorno nel quale soprattutto gli uomini dovrebbero mobilitarsi avendo chiaro che, fintanto che non vi sarà una presa di coscienza da parte di tutti, il problema è destinato a non risolversi.

Non credo sia casuale che le Nazioni Unite stiano tentando con ogni mezzo di intervenire contro questa piaga da molto, troppo tempo, senza però riuscire ad essere incisive. Risale al 1979 la Convenzione contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne. Da allora le Nazioni Unite hanno compiuto altri passi a questo riguardo, tra i quali l'istituzione della giornata del 25 Novembre con la risoluzione 7 Febbraio 2000 n. 54/134.

La chiave di tutto questo l'ha posta in evidenza il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres nel suo messaggio per la giornata di oggi, rimarcando come la violenza sessuale nei confronti di donne e ragazze è radicata in secoli di dominazione maschile.

La violenza contro le donne non è solo di natura sessuale, ma ciò che si può riferire ad uno specifico ambito, si può riferire genericamente a tutta la violenza di genere: siamo in presenza di un problema soprattutto di natura culturale, che per questo tanto più è radicato anche nel subconscio delle persone tanto più è difficile da superare.

Un primo passo per superare questa piaga è anche riconoscere che certa propaganda, di cui fanno uso anche i sovranisti, è assolutamente falsa: purtroppo, la questione non è estranea al nostro ambiente, non è un fenomeno che arriva nella nostra città e nelle nostre case attraverso l'immigrazione; esso non conosce alcun limite territoriale ed identitario, travalica i confini, ed è realtà anche presente nella nostra società e nelle nostre comunità.

Quando avremo iniziato a guardare in faccia la realtà, una realtà ancora più dura di quella che siamo disposti ad accettare, potremo e dovremo alzarci tutti insieme, uomini e donne, per dire basta, ognuno nel suo piccolo ed in base al suo ruolo sociale facendo la sua parte per spingere verso l'accelerazione di un cambio culturale e di una evoluzione che avrebbe già dovuto esservi molto tempo fa.

Nel corso dell'Assemblea dell'Osservatorio cui ho fatto riferimento all'inizio, io con i soci ci siamo detti che nel mondo social in cui viviamo è importante sottolineare anche con videomessaggi le date importanti, mettendo la faccia nei messaggi che l'Osservatorio volta per volta darà. Per questa volta, però, mi limiterò a condividere in forma scritta ciò che devo dire. Reputo importantissimo che, a livello di video, tutti vedano ed ascoltino il messaggio del Direttore Esecutivo delle Nazioni Unite delle Donne che, in questa importante giornata, sarà amplificato da tutti i canali dell'Osservatorio e che spero soci, simpatizzanti e semplici visitatori dei social e lettori della newsletter, vorranno vedere ed ascoltare per intero.

Il Presidente
Francesco Ristori Monaco