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Di seguito pubblichiamo il testo della lettera inviata dal Presidente dell'Osservatorio, Francesco Ristori Monaco, in data 23 Dicembre 2019, alla Reale Ambasciata dell'Arabia Saudita a Roma.

Jamal Khashoggi

Jhamal Khashoggi

 

 

L’Osservatorio apprende da fonti di stampa della condanna a morte di cinque persone in relazione al barbaro omicidio del giornalista Jamal Khashoggi nella sede del Consolato Saudita di Istanbul il 2 Ottobre 2018.

Siamo consapevoli che si è trattato di un crimine particolarmente grave e che merita condanne esemplari per i responsabili, tuttavia ci permettiamo rispettosamente di invocare clemenza e chiedere che la pena capitale sia commutata.

La pena di morte non riporta in vita le vittime di omicidio, non allevia il dolore dei parenti e dei cari del defunto. Non è mai stata dimostrata l’efficacia deterrente della pena capitale in relazione ai crimini perseguiti. La pena di morte è una pratica crudele, inumana e degradante priva di alcuna effettiva utilità ed efficacia.

La nostra rispettosa richiesta prescinde da ogni valutazione sulle preoccupazioni internazionali circa la correttezza e completezza delle indagini e le ipotesi circolate di un eventuale responsabilità diretta dello Stato Saudita. Non abbiamo elementi per valutare questi aspetti. Tuttavia, non possiamo non rilevare come queste perplessità in ambito internazionale, che siano fondate o meno, sono un ulteriore elemento che richiede prudenza e moderazione nella comminazione della condanna. Non vogliamo dubitare della correttezza delle indagini e della assoluta buona fede degli organismi inquirenti e giudicanti coinvolti in questo procedimento, tuttavia è inconfutabile che la pena di morte impedisca di porre rimedio ad eventuali errori giudiziari che siano stati commessi, anche in buona fede da indagini che, magari a causa della complessità e senza dolo alcuno da parte delle autorità inquirenti, non abbiano svolto tutti i necessari approfondimenti o abbiano errato nella valutazione di alcune evidenze.

L’occasione ci è gradita per porgere distinti saluti.